22 Settembre 2017


Mettiamoci in gioco
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Adulti e bambini intorno al pallone

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Negli ultimi anni emersa con sempre maggiore urgenza la questione delle relazioni tra i diversi soggetti coinvolti nel mondo del calcio giovanile e la definizione del loro ruolo e dei loro comportamenti in relazione alla formazione ed all´educazione dei giovani atleti.
Comportamenti che, talvolta, anche in modo involontario vanno ad incidere negativamente sulla serenit, sul divertimento, sul coinvolgimento e sull´apprendimento dei bambini che partecipano alle attivit organizzate dalle Societ di calcio.
Se, come spesso viene detto, lo sport un grande mezzo di educazione, dobbiamo fare in modo che lo sia realmente, adottando atteggiamenti, modi di fare e di agire che favoriscano la formazione dei nostri ragazzi.
Mettiamoci in gioco un´esortazione rivolta ad ognuno di noi per riflettere, a seconda del proprio ruolo e dei propri compiti, sui
comportamenti pi consoni per far vivere ai nostri ragazzi, con serenit e gioia, il gioco del calcio.
Questa pubblicazione il frutto di un progetto specifico del Settore Giovanile e Scolastico della Toscana, iniziato nella stagione sportiva
2011-2012, che ha coinvolto tutte le componenti del calcio giovanile, dirigenti, istruttori, direttori di gara, psicologi, medici, genitori, ma anche giornalisti e amministratori pubblici, con i quali stata avviata una riflessione volta ad identificare le questioni principali sul tema delle relazioni e dei comportamenti e a definire alcune proposte operative.
I contributi non si sono fatti attendere. In questi mesi, infatti, ne abbiamo ricevuti al di l di ogni previsione: progetti formativi gi operativi in molte Societ, lettere di singoli genitori, riflessioni ed esperienze di istruttori, dirigenti e psicologi. Un chiaro segnale che questo tema rappresenta per tutti uno degli aspetti pi delicati ed urgenti da affrontare.
Per noi stata anche un´occasione unica per ampliare le nostre conoscenze su tante splendide iniziative presenti in Toscana che sono la ricchezza del nostro movimento calcistico e che dovrebbero essere maggiormente pubblicizzate per favorire un "contagio positivo" nel territorio.
La pubblicazione che abbiamo realizzato, senza la pretesa di essere esaustiva, volutamente breve e sintetica, contiene alcune semplici ma chiare indicazioni operative, delle "buone prassi", che vorremmo divenissero un riferimento per i dirigenti e gli istruttori delle Societ, per le famiglie e per i bambini.
Vorrei, infine, ringraziare sinceramente tutti coloro (e sono tanti) che hanno sentito l´esigenza e il desiderio di dare il proprio contributo di idee, di far conoscere la loro passione per questo gioco e l´interesse per la crescita dei nostri ragazzi condividendo le finalit del progetto e prodigandosi per la sua riuscita.
A tutti auguro una buona lettura.
Paolo Mangini
Coordinatore del Settore Giovanile e Scolastico
Regione Toscana

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